venerdì 15 aprile 2016

24 Dicembre '83

Nota: in questa struggente poesia ricorre una parola: Opa. In lingua tedesca significa "Nonno".

Grigio, tutto è grigio,
scende la pioggia d'autunno,
Foglie appassite...
D'improvviso il tuo cuore si è fermato,
il sangue ghiacciato.
Senza preavviso...
Tutto inaspettato.
Era autunno profondo,
quando mi hai lasciato...

24 dicembre 1983...
Il silenzio preme,
la terra tace,
ha iniziato il suo riposo.
Silenzi
Sulla via, giù il mondo,
mi mostra il tuo viso...
In sogno il tuo ultimo saluto,
il tuo ultimo abbraccio...

Piccola mia non ti preoccupare... Questo non è un addio...
starò accanto a te
tutte le volte che mi cercherai.

Opa, Opa...
Cosa vedrai
quando si spegnerà la luce?
E quando il vento del tempo
cancellerà la tua traccia?
Cosa rimarrà di te
quando non esisterà più nulla
se non la paura d'esser dimenticato?
Chi starà in piedi
davanti alla tua tomba?
Chi piangerà lacrime autentiche?
Chi in un primo tempo
non apparirà per niente,
per tenersi dentro il ricordo vivo di te?

Io... Opa!

A chi mancherai veramente?
A me...
Chi avrà nostalgia di te?
Io...
...anche se so che sei sempre in me.
Chi ancora
racconterà di te negli anni?
Chi è stato con te
quando è giunta la tua ora?

...Io ...in sogno,
nel corridoio della casa di Essen,
ti ho visto seduto
sulla tua poltrona in tinello, sembravi dormire...
Io, ti ho chiamato...
Ti sei destato, ti sei alzato,
ti sei avvicinato, e poi
l'ultimo tuo abbraccio
...mi hai chiamato in sogno...
A migliaia di chilometri di distanza...
A me l'ultimo tuo saluto...
Poi mi sono destata...
E ho corso per avvisare
che te n'eri andato...
Pochi secondi prima della telefonata
che diceva che non c'eri più.
...Ore 7.30 del 24 dicembre 1983.
E ora come allora
sei ancora in me, vivo...
Per sempre Opa.

(Daniela Aleinad Rasi)

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