Ieri al supermercato ho incontrato un’anziana signora molto signorile. Così, per puro caso, come accade spesso, abbiamo scambiato quattro chiacchiere.
La sua mamma era stata ospite nella casa di riposo dove lavorai anni fa. Il ricordo evanescente di quel periodo all’improvviso è divenuto nitido.
Quante emozioni confluite nell’animo in pochi secondi…
E la mente è andata a ritroso nel tempo.
Presi servizio una mattina di gennaio. Incontrai sull’uscio della residenza Loretta, futura compagna di lavoro per ben otto anni.
Iniziò così un’esperienza che mi avrebbe fatto comprendere in maniera più profonda l’importanza dei sentimenti.
I nonnini, questo erano per me, avevano bisogno di raccontare la loro vita ormai giunta al crepuscolo. Ma, soprattutto, di essere ascoltati ancora una volta.
Le stanze che li ospitavano erano arredate con i mobili delle loro dimore, silenziosi testimoni dell’esistenza che li aveva resi coriacei.
Tra i piacevoli incontri che quel lavoro mi regalava, ricordo con particolare dolcezza Lucia, una delle signore più simpatiche. Ogni mattina entravo nella sua camera per rassettare e lei mi accoglieva con un sorriso.
Un giorno mi narrò di essere stata la prima donna ferrarese a conseguire la patente di guida. Partecipò anche a gare automobilistiche vincendo parecchi premi di cui custodiva gelosamente le fotografie.
Erano gioie, quelle di Lucia.
Con lei ho condiviso anche rimpianti.
Del resto, era una casa di riposo. Lacrime e sorrisi. Ma io preferisco ricordare questi ultimi.
(Morena Pinca)
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